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*** Cattedrale di Cosenza - 29 maggio 2013 - ore 18:30 - Chiusura inchiesta diocesana per la beatificazione della Serva di Dio Arcangela Filippelli ***

Il Vescovo Nunnari ha voluto che questa cerimonia (che di solito si fa nel paese di origine del "personaggio") si svolgesse nella Cattedrale di Cosenza per dare più risalto all'evento, che l'ha colpito molto. Partiranno molti pullman per portare i longobardesi a CS organizzati dalle parrocchie della Marina e del Centro Storico. Il comune ha stampato i manifesti e un opuscolo, dopo l'approvazione del Vescovo; pronta l'intitolazione di una via; recupero del posto in montagna dove successe il fatto e dove è posizionata una croce. Massima diffusione sul sito del comune. Proposta alle scuole per studiare la storia di questa martire, che proprio perché martire, non ha bisogno di miracoli per diventare santa.

 

 

Se vuoi leggere la biografia di Arcangela Filippelli clicca qui 

  

 Santa Arcangela

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa della Taureana

 

 

 

Un pò di Storia

 

  Nella ricerca del suo passato, dalle origini della sua fondazione, riveste particolare importanza la posizione geografica in cui viene a trovarsi Longobardi, così come appare nella luminosa esistenza di luogo sereno, aperto, esposto all'aria e al sole, con un mare splendido, dai colori cangianti, di un azzurro, in particolare, abbagliante. Nell'antichità e durante i primi insediamenti che si andavano formando, in un continuo e ricco scambio di traffici economici e culturali in tutta l'area del Mediterraneo, le coste frastagliate del Tirreno, caratterizzate da alti promontori, determinarono e favorirono l'interesse dell'uomo nella scelta dei primordiali accampamenti difensivi, così ben protetti e inaccessibili, dove potè maggiormente sviluppare le potenzialità e la ricchezza di ambienti naturali già dotati. Longobardi si trovava in questa realtà e oggi, come allora, era un territorio conosciuto e conteso da quei popoli che là vi giungevano per fondare le loro civiltà.           [ ... ]

Innumerevoli testimonianze  di acclamati studiosi riportano interessanti ricerche che meriterebbero più approfondite e opportune valutazioni e indagini dirette sul territorio, relativamente ad alcune delle numerose contrade di Longobardi, denominate Frailliti, Ambricella, Cafarone, Bardano, Tarifi, Tauriana e Varone, nelle quali si segnala la presenza di consistenti zone di interesse archeologico.

   Sempre a proposito della memoria storica e della ricostruzione del passato, più o meno remoto di Longobardi, si dice che il Monte Cocuzzo , con la sua rispettabile altezza di 1541 mt , sarebbe la montagna di fuoco, il sito antico di un vulcano spento che fu la vetta della leggenda, del mito, del mistero e della scoperta della forza del fuoco. La storia della città è segnata dall'arrivo dei Longobardi , da cui deriverebbe il nome del paese ( longbart =barba lunga), da questa stirpe nordica che vi giunse nel primo ventennio del VII ° sec. alla guida del Re Liutprando, figlio e successore di Ansprando. A riprova dell'influenza lasciata nell'immaginario collettivo popolare e nella terminologia falsata del dialetto locale, viene ricordato con il nome di Lippranno nella zona circoscritta del Monte Tosto [Tu'astu]( dal nome del nobile cosentino che qui si fermò durante le lotte sostenute contro il Re Ferdinando D'Aragona ) alle pendici del già citato Cocuzzo, dove vi apparve per la prima volta al suo arrivo, ad ovest della città, insediandosi in quel contesto ed apportandovi con la sua presenza quella mescolanza tra razze diverse. [ ... ]

   Longobardi conobbe il dominio francese e fu teatro di dispute e avvenimenti segnati dalla presenza di uomini illustri. Durante il predominio francese, nella lotta tra Borbonici e Napoleonici (1806-1807) molti longobardesi subirono i soprusi e le vendette delle truppe francesi da loro malviste. Il 26 dicembre del1806 i circa 2000 francesi che ebbero ragione dei patrioti longobardesi, effettuarono saccheggi e commisero angherie. Circa sessanta i morti e l'anno appresso, in un'altra spedizione effettuata dai francesi, furono trucidate circa altre trecento persone e molte case, come al solito, date al fuoco.

 

 

 


 

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